Comitato Genitori/Insegnanti – Scuola Tacito-Guareschi

Montalbano sono … ! Un commissario per la Gelmini

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Ottobre 10, 2009

Chissà se quando arriverà al MIUR, il commissario si presenterà così. Fatto sta che il TAR ha commissariato la Gelmini, o meglio il suo ministero, su un argomento importante come quello dei precari. Il modo in cui una istituzione pubblica fa delle liste di immissione di lavoratori è indice del rispetto che ha di quei lavoratori, ma anche di quanto ci capisce di quello che fa, cioè di quello che è il suo lavoro.

Mentre Brunetta parla (più in la vedremo la realtà dei fatti) di valutazione del merito per i pubblici dipendenti nel suo ultimo decreto, la Gelmini si intestardiva, forse per far piacere alla Lega, nel voler buttare in fondo alla lista di immissione in ruolo i docenti precari, solo perché non autoctoni, sebbene più meritevoli e più anziani. Vale la pena leggere tutto degli articoli di Repubblica e del Corriere, che riportiamo qui sotto, e poi alla fine cercare di farsi i conti di quanti SOLDI dei contribuenti il ministero dovrà sperperare per risarcire i ricorrenti che, già si sapeva, avrebbero vinto per manifesta incostituzionalità del provvedimento Gelmin-Leghista. E poi NOI dobbiamo comprare la carta igienica, i detersivi e quant’altro oltre a pagare il contributo volontario … per i nostri figli?

Repubblica.it

Graduatorie dei Precari: il TAR commissaria la Gelmini

Il Tar Lazio commissaria il ministro Gelmini sulle graduatorie dei precari. E’ la prima volta che accade, ne dà notizia l’Anief che ha patrocinato i ricorsi dei supplenti inseriti “in coda”, anziché “a pettine”, nell’ultimo aggiornamento delle liste dei supplenti. Se entro 30 giorni il ministero non darà esecuzione alle ordinanze del tribunale amministrativo a viale Trastevere arriverà un commissario che si dovrà occupare della questione. [Continua]

Corriere.it

[...] RISCHIO COMMISSARIAMENTO – Entro 30 giorni, stabilisce il Tar, il ministero «dovrà dare puntuale esecuzione all’ordinanza» dando «istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l’inserimento «a pettine» dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali«inserendoli nella fascia d’appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione». Se entro tale termine il ministero non darà esecuzione alla sentenza, arrivare un commissario ad acta che si dovrà occupare delle questione. Il tribunale ha già nominato, infatti, come si legge nell’ordinanza pubblicata dall’Anief, «sin da ora un commissario ad actus nella persona del dr. Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente generale della Funzione Pubblica, il quale, decorso vanamente l’indicato termine di trenta giorni, provvederà in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale secondo le modalità enunciate». [continua]

Altri:

Messaggero, l’Unità, Il Tempo, Anief e … Libero … che lo mette nelle notizie in pillole (antistress) come se fosse normale che un ministero sia commissariato sulle sue competenze più dirette. Ma di Libero non ci stupiamo ormai più. Anzi che lo ha scritto.

PS: per qualche strana ragione il sito dell’Anief (che ha avviato il ricorso contro il ministero) è stato soggetto a ripetuti attacchi telematici e ha dovuto spostare il materiale in emergenza su un sito di appoggio di google, come potete leggere qui.

Scuola: anno II

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Ottobre 8, 2009

La manifestazione dei precari della scuola, del 3 ottobre 2009 è stata in realtà una manifestazione nazionale della scuola. La prima di un ottobre (e forse più) bollente, e un grande successo di partecipazione ma anche di determinazione.

Molti i precari che sono effettivamente finiti per strada, con la presa in giro aggiuntiva dei “Contratti di Disponibilità“. Effettive le prime conseguenze dei provvedimenti targati Gelmini. In alcune scuole più evidenti e in altre più striscianti.

Se l’anno scorso avremmo potuto impedire tutto ciò, adesso lo scontro sarà più forte per far cambiare rotta all’esecutivo prima che la Scuola collassi.

Qui [+++] trovate il video dell’intervento dei precari della scuola sul palco della manifestazione indetta dalla FNSI. Sotto ancora, giusto un paio di foto.

Detto questo … domani, Venerdì 9 ottobre, mentre la Gelmini  tenta di nuovo di coprire io tanti problemi della sua Scuola con un’altra crociata, stavolta sulle pulizie,  sarà un altro giorno di proteste contro il ministro e la sua concezione distorta e malfunzionante di scuola.

Alcuni giornali su questo: l’Unità, la Repubblica … e poi non abbiamo trovato altri giornali on line che riportino la notizia.

Foto 1: Manifestazione Nazionale Scuola

Foto 1: Manifestazione Nazionale Scuola

Foto 2: Docenti Precari

Foto 2: Docenti Precari

Toccare con mano: i precari della Scuola si ribellano

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Ottobre 2, 2009

Il 3 ottobre 2009 succederanno due cose importanti.

La prima è la manifestazione a piazza del popolo (Roma) alle 16:00 Per la Libertà d’Informazione.

La seconda è la Manifestazione Nazionale della Scuola promossa dal Coordinamento Precari Scuola  contro la riforma Gelmini (e per la sopravvivenza della scuola stessa) che sta producendo, a macchia di leopardo tra l’altro, i suoi primi nefasti effetti. Quest’ultima partirà alle 14:30 da Piazza della Repubblica a Roma.

Le due manifestazioni convergeranno per un momento alle 16:00 quando una delegazione di precari parlerà dal palco e poi proseguirà verso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR).

Vi proponiamo un estratto dal volantino di Non Rubateci il Futuro (NRF) e da quello della CGIL:

NRF

In questi giorni abbiamo tutti davanti agli occhi gli effetti devastanti del piano di tagli messo in atto dal ministro Gelmini: 57.000 posti di lavoro in meno soltanto per l’anno 2009-10, che arriveranno a più di 150.000 entro i prossimi due anni. I tagli (realizzati tramite l’introduzione del maestro unico, l’aumento del numero degli alunni per classe, la riduzione delle ore di lezione, i tagli agli organici del personale ausiliario e di sostegno) sono determinati unicamente da scelte di bilancio e privi di qualsiasi giustificazione pedagogica. L’effetto immediato di questo piano è lo svilimento della scuola pubblica e il conseguente finanziamento dello stato alla scuola privata. Il governo pretende di tamponare questa situazione con i contratti di disponibilità, denominati ipocritamente “salvaprecari”, verso i quali esprimiamo un netto rifiuto. Essi sono solo un palliativo in quanto rivolti ad un numero esiguo di precari, fra l’altro costretti a svolgere mansioni per le quali non sono abilitati. Tutto questo dimostra la totale assenza di un’idea di scuola come fondamentale ed irrinunciabile luogo di formazione e di integrazione sociale e culturale. [Leggi il PDF]

CGIL

Intanto, nel chiuso degli edifici scolastici, e non solo, si toccano ora con mano gli effetti di quanto la FLC Cgil ha denunciato con largo anticipo: il taglio del tempo scuola, la riduzione drastica delle compresenze, classi più numerose anche in presenza di alunni diversamente abili, il taglio dei corsi serali e delle attività per gli adulti e i problemi di agibilità e sicurezza… È aumentata, quindi, la consapevolezza che i tagli agli organici del personale docente e ATA e il licenziamento dei precari abbassano la qualità del servizio scolastico e peggiorano le condizioni di lavoro di quanti operano nella scuola. Per la FLC Cgil è indispensabile proseguire nella mobilitazione e garantire il successo di tutte le iniziative, mantenendo la massima unità del fronte di protesta. [Leggi il PDF]

Stop … dimentica!

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Luglio 28, 2009

Duole dover ripetere che la Gelmini non conta nulla e dispiace perché è una delle poche donne del governo. D’altronde sfigura anche rispetto alla sua collega di partito, la Prestigiacomo, che almeno ogni tanto protesta quando il suo ruolo di ministro dell’ambiente non è rispettato. Però proprio perché la Gelmini non disdegna il ruolo di “prestanome” per le assurdità tremontiane e brunettiane sulla scuola, è giusto prendersela con lei come se fosse davvero colpa sua. E allora ecco che possiamo dire che la Gelmini continua a prendere una mazzata dopo l’altra mano a mano che i “suoi” provvedimenti passano al vaglio di legalità (!!) e “costituzionalità”.

Ricordiamo che era già stata bloccata sull’Inglese Potenziato (riforma di cui abbiamo già parlato in un precedente post) e che di recente il TAR ha chiesto chiarimenti al MIUR su vari argomenti tutti legati al fatto che il ministero continua a considerare “legge” una serie di regolamenti quando, è paradossale, la normativa non è nemmeno stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (rimandiamo a un breve testo della FLC per questo punto).

Nuovo stop per uno dei più osceni e più contestati provvedimenti della ministra, il portabandiera della riforma: il maestro unico.

Riportiamo l’articolo da NRF:

La Corte dei Conti frena la Gelmini: il maestro unico non può essere un obbligo

[...] Nella deliberazione di registrazione del regolamento, la Corte dei Conti fornisce una interpretazione corretta della legge 169/2008: il modello del maestro unico “viene sì indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”. Un dietrofront non da poco per il Ministro che ancora recentemente affermava in una intervista a Famiglia Cristiana: «Quella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che vale per tutti. [Continua]

Concludiamo dicendo questo: ben vengano le mazzate di Corti e Tribunali, ma non dobbiamo nè abbassare la guardia ne gioire (sebbene … ) perché ormai è chiaro che in questo periodo le normali regole democratiche non sono particolarmente rispettate. Non è quindi detto che il ministero rispetti le sentenze. Sarà probabilmente necessario che a rispettarle e a farle rispettare siano, insieme compatti, insegnanti, genitori e dirigenti scolastici.

Ancora una volta vi invitiamo a ricordare che il progetto di legge Aprea, per la privatizzazione della scuola, è ancora all’esame delle commissioni e da un momento all’altro …

Muro di gomma: basta!

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Luglio 17, 2009

I precari della scuola hanno manifestato il 15 Luglio in piazza. Chissà quanta gente “normale” avrà detto “che palle”. Non è un’ipotesi, è che in un anno e passa di strenua lotta per difendere la scuola pubblica non avete idea delle volte che lo abbiamo sentito dire. Eppure manifestare, scioperare ecc sono gli unici sistemi civili per cercare di fermare questa onda di melma che ci sta travolgendo. Il difetto di manifestare e scioperare è che quando davanti si ha gente al governo che non rispetta nemmeno il parlamento, si rischia di ricevere come risposta un bel “muro di gomma” cioè la classica risposta alla romana “m’arimbarzi” … oppure “chi se ne frega”. E’ più o meno quello che il ministro Gelmini, che più che un ministro è, tristemente, un portavoce, continua a rispondere alle sacrosante proteste del mondo scolastico e di molti (purtroppo non tutti) i genitori.

Riportiamo un video dell’IdV (non per scelta politica ma perché è l’unico che abbiamo trovato in poco tempo), un articolo da “il Manifesto” (non per scelta di parte ma perché spaziava su diversi temi inerenti non essendo solo un report) e un report di FLC-CGIL.

Il Video:

L’articolo

Sit in ieri davanti al parlamento per dire no al «piano Gelmini» e all’aziendalizzazione delle scuole del progetto di legge Aprea

Contro i tagli i precari si mobilitano: «Così l’istruzione pubblica muore»
di Sara Farolfi
Maria Pia di concorsi pubblici ne ha fatti ben cinque. Cinquant’anni compiuti, insegnante da quindici anni (tra elementari e materne), i contratti stipulati con le varie scuole del palermitano non si contano neppure. Ogni anno, dal primo settembre al trenta giugno. La domanda è semplice: «Ma il merito, qualcuno vuole spiegarmi allora in che cosa consiste?». Nessuna risposta concreta. Non a lei e non alle migliaia di insegnanti precari – «non storici ma preistorici» ormai – che saranno «tagliati» dalla riforma Gelmini. Loro, i vari comitati di precari sparsi da nord a sud del paese, si sono auto organizzati – bandiere viola a scanso di ’appartenenze’ e magliette «precari» come «professori», «radiati», «esasperati» e così via – e ieri mattina hanno portato la protesta a Roma davanti al parlamento. Raccogliendo moltissime adesioni della società civile ma anche di sindacati (le bandiere al sit in ieri erano quelle dell’Flc Cgil, ma c’era qualcuno anche di Cisl e Uil nonostante il sostanziale appoggio regalato dai due sindacati alla riforma del governo) e partiti politici (Pd, Prc, Sinistra e libertà e Idv, ciascuno con la propria ricetta). La piattaforma della mobilitazione però parla chiaro e parlano chiaro anche loro. Che chiedono il ritiro del piano di tagli (e, dall’altra parte, finanziamenti alle scuole private) – 8 miliardi di euro – disposti dal ministro Gelmini. Perchè, spiega ancora Maria Pia che ha viaggiato tutta la notte per arrivare da Palermo, «la riforma non ha nessun fondamento pedagogico, e anche il maestro unico diventa semplicemente necessario a fronte di un taglio delle  compresenze». Chiedono anche, i precari, l’assunzione a tempo indeterminato («assunzione e non una generica stabilizzazione», tengono a sottolineare) per tutti coloro che lavorano su posti vacanti e disponibili in organico. Infine, il ritiro del «progetto di legge Aprea» che trasforma le scuole in fondazioni, segnandone la «totale aziendalizzazione» e che avrebbe effetti devastanti soprattutto al sud. Con il progetto di legge Aprea (dal nome del primo firmatario), verrebbero istituiti albi regionali per gli insegnanti, e la  chiamata in servizio (ma – diktat leghista – vincolate alla residenza in loco per almeno due anni) verrebbe fatta direttamente dal preside dell’istituto. «Tradotto in siciliano vuol dire che lavoreranno solo i figli, gli amici e i parenti dei presidi…», dice Grazia, che per insegnare ha dovuto lasciare la sua famiglia trasferendosi a Verona da Catania. Una norma «salva precari» potrebbe essere inserita nel decreto anticrisi, ha detto ieri la ministra Gelmini, senza altro aggiungere nè specificare. «Bisogna fare presto – dice Mimmo Pantaleo, segretario Flc Cgil – altrimenti la mobilitazione continuerà e la stessa apertura dell’anno scolastico rischia di partire in un clima di forte conflittualità».

Un passo avanti, una protesta e una pessima nuova

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Luglio 10, 2009

Quando il parlamento si avvicina alla chiusura estiva, di solito passa di tutto. E’ il caso del decreto estivo di Brunetta. Un MUST ormai, che il buon ministro non ci fa  mancare nemmeno quest’anno.

Parlando di scuola però ci sono almeno due buone notizie e una pessima.

La prima buona notizia è che il Tar del Lazio ha bocciato quella che noi avevamo giudicato una scemenza e una scelta pedagogicamente ma anche “europeisticamente” e “scientificamente” perdente:

Media, niente ‘inglese potenziato’

Per le spiegazioni vi lasciamo a un articolo di Repubblica.it, a uno della Stampa.it e a uno di FLC-CGIL che cita un articolo de “Il messaggero”.

La seconda buona notizia è che i precari della scuola scenderanno in piazza, contro i previsti 16.000 licenziamenti. E’ una buona notizia, nel male che la genera, perché dimostra che nonostante tutte le batoste che ha preso, la scuola non si arrenderà:

Precari della scuola in piazza
“In arrivo 16 mila licenziamenti”

Supplenti in piazza contro i tagli agli organici. Mercoledì 15 luglio, le organizzazioni nazionali che raccolgono i precari della scuola saranno a piazza Montecitorio per un sit-in di protesta. Al centro della manifestazione i tagli che dal prossimo anno scolastico mettono a rischio il lavoro di migliaia di supplenti. [Continua]

Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti coloro che stanno pensando che gli insegnanti sono troppi e che alcuni sono “brutti e cattivi” e che quindi è giusto mandarne via un po’, che la precarietà del contratto non è una nota di demerito e un cirterio per discriminare fra buoni e cattivi ma solo un modo per tenere la gente sotto scacco.

Pensiamo che la crisi economica stia insegnando a molta gente che a passare da “stabile” con tutele a precario senza tutele … è un attimo e non ha nulla a che vedere col merito.

Potremmo definire un provvedimento vigliacco e tutt’altro che “selettivo” quello che “trincia” tanti bravi e fondamentali insegnanti, sfruttando la debolezza intrinseca nella loro condizione di “precarietà”.

La cattiva notizia è che il progetto di legge Aprea … è ancora li. La privatizzazione totale della scuola è ancora dietro l’angolo …

Ovunque vadano :)

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Giugno 15, 2009

Milano, la Gelmini contestata abbandona la presentazione di un libro

[Continua a leggere]

contestazione gelmini

La lettera dei Presidi e la TV

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Maggio 20, 2009

La notizia della lettera dei presidi ai genitori, partita dall’iniziativa dell’ASAL, al TG serale della emittente locale romana Roma Uno

La lettera dei presidi, nella notizia riportata dal TG serale di "Roma Uno Tv"

La lettera dei presidi, nella notizia riportata dal TG serale di "Roma Uno Tv"

Presidi … o!

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Maggio 20, 2009

LaCIPPrima di tutto … venite tutti il 23 e il 24 a La conoscenza in Piazza.

Poi, la notizia.

I principali giornali on-line fin’ora non riportano la notizia o se l’hanno riportata è durata il tempo di un battito di ciglia. Gli unici sono l’Unità (edizione Pdf, pagina 19) e, fra i cartacei, Metro edizione Romana (di cui linkiamo comunque il Pdf, a pagina 9).

Qual’è la notizia? Che l’ASAL (Associazione delle Scuole Autonome del Lazio) ha lanciato (finalmente, ci sentiamo di aggiungere) un grido d’allarme fortissimo dichiarando la quasi bancarotta delle scuole statali. La cosa positiva è che questa esternazione, riportata in una assemblea (di cui potete leggere il comunicato stampa) è stata mandata da circa 300 Dirigenti Scolastici a circa 200,000 genitori delle scuole del Lazio.

La situazione, soprattutto quella finanziaria, è gravissima e i tagli stanno concretizzando la “MOSSA A TENAGLIA” dei ministri Tremonti e Gelmini: sottrarre definitivamente le risorse alla scuola pubblica, paralizzarla, portare i genitori alla disperazione (i più arriveranno alla disperazione incolpando tutti meno il governo, perché questa è la nuova moda) finché piomberà la legge Aprea come unica soluzione per le famiglie, agonizzanti, stressate e squattrinate. E’ un po’ come quando certa gente ti tortura finchè, stremato, cedi e gli lasci fare tutto quello che vogliono purchè la smettano.

Riportiamo qui sotto uno stralcio della Lettera ai Genitori e del Comunicato Stampa:

COMUNICATO STAMPA

Quattro “bombe ad orologeria” minacciano le scuole statali

Il 19 maggio 2009 più di 200.000 genitori delle scuole pubbliche del Lazio riceveranno una lettera per informarli della grave crisi finanziaria delle scuole pubbliche statali. Quattro sono le minacce più preoccupanti … [Continua a leggere]

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A tutti i genitori degli alunni

OGGETTO: Grave situazione finanziaria della scuola

Gentili genitori,

Questa lettera viene inviata contemporaneamente da centinaia di dirigenti scolastici delle scuole statali del Lazio per rendere pubblica la grave emergenza finanziaria in cui si trovano le scuole. Abbiamo pensato di informare direttamente i nostri utenti riassumendo le cause e le conseguenze di questa emergenza. … [Continua a leggere]


Antirazzismo

Pubblicato da: scuolaguareschi su: Maggio 19, 2009

La scuola oltre ai tagli e a un progressivo imbarbarimento sta sperimentando un crescendo di attacchi alla sua capacità di essere motore di integrazione. Il caso della scuola Pisacane di Roma.

L’integrazione non inizierà mai dal parlamento italiano, ma può nascere e crescere nei quartieri.

Riportiamo qui sotto una comunicazione del ComitatoQuartierePigneto e l’appuntamento che si sono dati per domani.

OSSERVATORIO SULLE MIGRAZIONI, CONTRO IL RAZZISMO E PER I DIRITTI DI CITTADINANZA PER TUTTE E TUTTI

SI INVITANO TUTTI/E COLORO SONO INTERESSATI A PARTECIPARE AL PROSSIMO APPUNTAMENTO MERCOLEDÌ 20 MAGGIO ORE 20,

NEI LOCALI DELL’EX SERONO, VIA DEL PIGNETO 22, Roma

L’ANTIRAZZISMO OGGI E’ LA NOSTRA PRIORITA’

Il discorso razzista è diventato ormai ovunque nel nostro paese pratica di governo.

Dalla scuole agli ospedali dagli uffici pubblici alle questure, dal parlamento nazionale alle amministrazioni locali per arrivare fino alle frontiere marittime e terrestri non c’è aspetto della vita pubblica che non è toccato da questa realtà. L’antirazzismo diventa quindi una priorità e una necessità indiscutibile per chi non si vuole rassegnare a una società in cui lo sfruttamento, la precarietà, il lavoro nero, la politica della paura vengono legittimati definitivamente come strategia finalizzata non solo a fronteggiare la crisi economica ma addirittura indirizzata a prefigurare un nuovo modello di società. In un territorio segnato da lungo tempo dalle immigrazioni, attraversato da numerosi segnali di resistenza al razzismo ma anche da episodi preoccupanti di intolleranza e negazione dei diritti, è quindi prioritario costruire una rete solidale, capace di passare dalla protesta e dalla denuncia alla costruzione di un’alternativa pratica, in termini di solidarietà, di servizi, di autorganizzazione, capace di far comunicare tutti i soggetti che hanno scelto di non sottoscrivere il razzismo di stato nè il razzismo di strada e che insieme possono contribuire a invertire la tendenza, partendo dal territorio.

Per questo, ci siamo riuniti in un primo appuntamento Lunedì 11 maggio ore 18.00, nei locali dell’ex Serono al Pigneto, per decidere di costruire un’Osservatorio territoriale sulle migrazioni, incentrato sui temi dell’antirazzismo e per  l’affermazione dei diritti di cittadinanza per tutte e tutti. Hanno partecipato i cittadini migranti organizzati e non, i lavoratori di strutture pubbliche quali scuole e ospedali, le realtà associative e autogestite presenti sul territorio che si occupano di migrazioni, diritti, formazione, salute che da anni svolgono un lavoro capillare nei quartiere Pigneto, Maranella, Tor Pignattara e non solo. L’obiettivo di questo osservatorio è creare una rete di solidarietà tra i soggetti che vogliono agire direttamente per l’affermazione dei propri diritti quali la salute, il lavoro l’istruzione, ma anche solo la possibilità di muoversi liberamente, e tutti coloro che sono disposti a mettere a disposizione le proprie risorse e le proprie competenze per questo obiettivo comune. L’Osservatorio vuole sostenere, attivando mobilitazioni comuni per i diritti politici e civili, per il riconoscimento del diritto alla cittadinanza di chi vuole stabilirsi in Italia o nasce da genitori migranti su suolo italiano, per il diritto d’asilo, per la chiusura dei centri di detenzione (CIE), per il diritto all’abitare, al lavoro e ad una vita dignitosa.

Da una discussione iniziale si enucleano i seguenti obiettivi territoriali specifici:

- mappatura del territorio su presenze (abitative, per studio,lavorative), qualità della vita e servizi (sanitari, socio-sanitari, scolastici, culturali)
- creazione di una rete territoriale di mutuo soccorso coordinando tutte le realtà già presenti sul territorio (associazioni, enti pubblici, strutture autogestite) capace di intervenire sulle questioni relative alla formazione, alla salute, alla prevenzione del disagio, alla violenza, all’ emergenza abitativa e in grado di fornire anche supporto legale per chi ne avesse bisogno.
- campagna di  controinformazione sulla realtà del territorio del Pigneto-Prenestino, sulle dinamiche sociali che lo attraversano, sull’origine delle specifiche problematiche del quartiere al fine di coinvolgere, sensibilizzare e rendere consapevoli quante più persone possibile.
- monitoraggio e intervento sullo stato dei servizi pubblici (sul modello dell’attività svolta dall’Assemblea delle donne del Consultorio)
- organizzazione a breve di una festa di quartiere che consenta l’incontro di persone di qualsiasi provenienza geografica e cultura, rompendo lo schema delle comunità etniche chiuse in se stesse e la diffidenza nei confronti del diverso.

Obiettivi a carattere cittadino e nazionale:
- Analizzare approfonditamente le politiche volte alla negazione dei diritti fondamentali per alcune categorie di persone attuate in Italia e in Europa e dei sistemi di interesse che le muovono (si veda in proposito il DDL 733, noto come Pacchetto Sicurezza, e le direttive europee da cui consegue).
- Partecipare ai percorsi di mobilitazioni nazionali (campagna “da che parte stare” e manifestazione del 23 maggio a Milano,  Mobilitazione del 30 maggio a Roma contro il G8 degli Interni sulla sicurezza).

Contatto e-mail

blogtacitoguareschi@yahoo.it
«i bambini non vivono in un "mini-mondo", ovvero stanza dei giocattoli, ma nello stesso mondo degli adulti ... e il mondo degli adulti il bambino lo vede e lo giudica»

www.foruminsegnanti.it

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